RAMA

  • Genere: Fantascienza
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Dynamix
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata:25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium 75 MHz o sup. – 12 MB RAM – Scheda video PCI – Sound card – CD ROM 4X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Rama è un’enorme astronave cilindrica che è entrata nel sistema solare Terrestre.
Dalla Terra è stato inviato un equipaggio di 12 astronauti per esplorare la nave aliena. lIl capo spedizione, il generale Valeriy Borzov è morto durante una procedura medica e per reintegrare il numero sei stato chiamo tu. Il comando è passato allo scienziato David Brown che ti assiste nell’esplorazione dell’astronave sconosciuta.
Tu dovrai scoprire i segreti che si nascondono nell’astronave e il suo scopo.

IL GIOCO

Grafica – L’inizio lascia ben sperare ma andando avanti col gioco si susseguono schermate statiche, paesaggi tutti simili, quasi monocromatici ad eccezione della forma di qualche macchinario (sempre verde) che incontriamo nelle diverse locazioni.
Gli interni sono schematici ed essenziali, geometrici nelle forme e negli arredi, squadrati e tagliati con l’accetta.
La grafica è quindi veramente monotona e per giunta la risoluzione a 256 colori non migliora la situazione. Se infatti si adotta una risoluzione maggiore, la schermata diventa talmente piccola da occupare un rettangolino che è un quarto dello schermo.
Assente l’interazione con gli altri personaggi che entrano in scena per pochi secondi solo per dare delle informazioni.
Ti puoi spostare in Rama, nella prima parte del gioco, attraverso una mappa che occupa la parte ingeriore dello schermo quando ti dirigi fuori dell’area attiva. La mappa è costituita da puntini luminosi che non risiedono sempre allo stesso posto. Alcuni di questi luoghi sono permanenti e ci sono edifici che devi visitare, altri sono momentanei e compaiono quando nei paraggi ci sono dei membri dell’equipaggio o dei “Biots”, specie di grandi robot spazzini che possono anche ucciderti.
Giudico la grafica molto deludente rispetto alla mole del gioco che è veramente notevole.

Sonoro – Musica tipo New Age, nulla di entusiasmante, ma no dà fastidio. I rumori sono buoni così come il doppiaggio in italiano.

Enigmi – Gli enigmi sono dei veri e propri rompicapo basati sulla logica e sulla matematica.
Nella prima parte dovrai cercare dei manufatti per avere accesso a diversi edifici, poi cercare altri oggetti per avere gli indizi necessari a formare i codici per entrare nelle diverse locazioni degli edifici, poi arrivano gli enigmi di tipo matematico con chiave di lettura esadecimale (a base 16) o octadecimale (a base 8) e se sei un appassionato di matematica o di enigmistica troverai pane per i tuoi denti, altrimenti puoi attaccarti disperatamente ad una (o più) SOLUZIONE E RECENSIONE . Personalmente per risolvere questi enigmi ho usato la calcolatrice del computer e una volta capitane la chiave, non è stato poi così difficile risolverli.
Nella terza parte visiterai “New York” una locazione molto vasta, con tre grandi piazze e dei collegamenti che, pur non essendo dei veri e propri labirinti, ti renderanno più difficele orientarti.
Bisognerà inoltre trovare le “chiavi” d’accesso ad una molteplicità di porte, chiavi consistenti in combinazioni di codici di cui puoi trovare tracce in giro.
Insomma è un gioco che richiede molto impegno mentale, carta, matita e tanta pazienza.

Interfaccia -Il controllo è con mouse, movimento punta e clicca.
La gestibilità dei movimenti non è agevole perché è a direzione obbligata e spesso per raggiungere un determinato luogo boisogna cercare l’orientamento giusto che permette di arrivarci, altrimenti si gira in tondo.
Il menu principale è accessibile da un’icona all’angolo sinistro in alto dello schermo e include tutte le opzioni.
L’inventario è posto in una finestra a destra in basso nella schermata.. Si possono visionare otto oggetti alla volta e si possono evidenziare o guardare in 3D sugli occhi posti nell’interfaccia in basso a sinistra: un metodo tutt’altro che pratico. Gli oggetti raccolti restano anche dopo averli usati e ogni volta che si cerca un oggetto bisogna ripassarseli tutti. Scomodo.

Conclusioni – In realtà si arriva alla fine del gioco senza aver capito molto né sulla morte del povero Borzov né sullo scopo di quell’astronave, missioni che servono solo a giustificare la presenza del protagonista. Lo scopo del gioco è essenzialmente quello di risolvere gli enigmi che sono tanti ed alcuni davvero difficili. Il gioco non è destinato a principianti, ovviamente.

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