STUPID INVADERS

  • Genere: Comics
  • Editore: Ubisoft
  • Sviluppatore: Xilam
  • Rilascio: 2001
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Sottotitoli italiano
  • Età consigliata: 10 +
  • Durata: 20 – 25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium II MMX 266 MHz – Win 95/98/ME – 16 Mb RAM – 12X CD ROM – Scheda video comp. DirectX 7.0 – Scheda audio – da 400 MB a 3 GB di spazio su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Un gruppetto di simpatici alieni che aeano andati a fare un picnic nello spazio, hanno un incitende e piombano sulla Terra.
Nell’attesa di riparare la loro navicella spaziale, prendono dimora in una casa isolata, alla periferia di una non meglio identificata città.
Il tempo passa, quando uno scienziato pazzo, il dr. Sakarin, scopre la loro presenza e decide di catturarli e sezionarli per fare esperimenti su di loro nella sua base sotterranea, spedendo un losco figuro, Block a dar loro la caccia.
L’avventura comincia con i buffi alieni che debbono sfuggire a Block e trovare il modo di tornare a casa.
Ma vediamo un po’ chi sono i nostri “Stupid invaders”:
Etno Polino – Il cervellone del gruppo e sa tutto sul genere umano.
Candy Caramella – Diciamo che è il gay del gruppo.
Gorgious Klaatu – Una buona forchetta.
Stereo Morovici – Per la serie: non sempre due teste ragionano meglio di una.
Bud Buddivitch – Talvolta l’intelligenza si nasconde dove meno ce lo aspettiamo.

IL GIOCO

Grafica – L’installazione di 4 CD prende una vita, ma credete a me, ne vale la pena, specie se si fa l’installazione “full” con la quale non bisogna mai cambiare disco.
I cartoni disegnati per questo gioco sono semplicemente belli, divertenti, arguti, nitidi, spiritosi, pieni di colori e i personaggi sono magnificamente caratterizzati. Intendiamoci, si tratta di un cartone animato, ma nel suo genere è davvero uno dei migliori.
Il motore scorre una bellezza, il gioco è veloce e i personaggi obbediscono docilmente ai comandi. Le locazioni da visitare sono 3: la casa, la fabbrica di dentrifricio e la base di Sakarin. In queste locazioni i peronaggi si avvicenderanno nel prendere in mano il gioco, ciascuno per la parte che gli competerà.
La descrizione degli ambienti è veramente divertente; non ci si aspetti coerenza, il gioco è tutto un paradosso. Andate a vedere la fabbrica di dentrifricio… poi ditemi se avete ancora il coraggio di premere il tubetto sul vostro spazzolino da denti!.
L’umorismo è divertente perché abbastanza dissacratore e delirante, cosa che non si trova di frequente nei giochi d’avventura.
Le animazioni sono spassose, tanto che quando un personaggio muore, si ha voglia di rivedere la scena per gustarsela meglio…

Sonoro – Ciascun carattere ha la sua voce che lo distingue secondo la rappresentazione che si è cvoluta dare del personaggio. Il doppiaggio è in inglese, quindi difficile da giudicare.

Enigmi – Non aspettiamoci complicati puzzle o giochi di una stringente logica. In un gioco del genere tutto è paradossalmente comico, anche le mucche appese che fabbricano sterco hanno una loro funzione nel gioco. Perciò non stiamoci a chiedere se gli enigmi sono tanti o pochi, facili o difficili.
Nel gioco si può anche morire, perciò, occhio al salvataggio. Si muore senza un preavviso, e spesso capita di dover morire per capire che cosa bisognava fare per evitarlo. Questo puzza un po’ d’inganno ma chissà che non sia un espediente per inserire quelle deliziose scenette animate?
Comunque, pur nella paranoia del gioco, gli enigmi hanno una loro logica che non li rende estenuanti, anzi: il gioco si fa con una certa distensione, preoccupati più di goderselo che ri risolverlo.

Interfaccia – Semplice e pratica. Le cose che si possono prendere non sono molte. L’avanzamento è del tipo punta e clicca e con esc si accede al menu.

Conclusioni – Qualcuno si potrebbe formalizzare per certe scene piuttosto “coprofile”, ma io penso che sia ridicolo togliere valore ad un gioco come questo perché non è rispettoso della schifiltosità del giocatore.
Questo gioco va goduto così com’è per la bellezza delle sue grafiche, per le sorprese che ci riserva, per la demenzialità dei suoi protagonisti e per la soluzione dei problemi più assurdi con i mezzi più assurdi.

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