THE NEVERHOOD

  • Genere: Fantasy
  • Editore: Dreamworks Interactive
  • Sviluppatore: The Neverhood, Inc.
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 13 +
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Win 95 – Pentium 75 Mhz- 8 MB RAM – Scheda video 1 MB – SVGA monitor – CD ROM 4x – Scheda audio 8-bit – altoparlanti -10 MB su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Klaymen si sveglia una mattina e non sa chi e e perché sta lì.
Comincia ad esplorare i dintorni e capisce che solo trovando 20 gettoni riuscirà a saperlo.
La storia è una non-storia che comunque è del tutto ininfluente ai fini del gioco che è concepito come un’anomala avventura di puro divertimento.

IL GIOCO

Per realizzare questo gioco, alla cui creazione hanno contribuito tra gli altri Steven Spielberg e due disegnatori della Disney, sono stati impiegati 3 quintali di plastilina.
Il gioco è interamente costituito da personaggi e scenari manipolati con questo materiale e nel suo genere è un piccolo capolavoro di tecnica e di arte grafica.
Pur essendo segnalato per Windows 95, il gioco gira bene anche su sistemi superiori.

Grafica – Come dicevo sopra, siamo in un mondo di plastilina o di pongo o di creta o di quel che sia, un mondo di colori vivaci, di scenari improbabili, di creature incredibili, un mondo surreale dove il dinoccolato protagonista, Kleyman, si muove con la disinvoltura di un attore consumato.
Inizialmente questo stile può lasciare perplessi (a me è capitato) e il giocatore può pensare: “uff, un gioco di pupazzi!” ma proseguendo nel gioco ci si immerge in una grafica talmente piacevole e divertente, dove i personaggi si muovono con tale naturalezza ed espressività da far dimenticare che si tratta di pupazzi di plastilina.
La schermata 640×480 2D offre una visuale piena degli sfondi, con una buona definizione nelle immagini da fermo, e qualche pixellatura di troppo nelle scene in movimento, ma la datazione del gioco giustifica queste débacle che sono poca cosa rispetto al valore dell’insieme.
Durante l’avventura si incontrano “creature” e personaggi di vario tipo, possiamo vederne le espressioni del viso ed interpretarne i sentimenti proprio come fossero cartoni animati. Ci sono momenti splash, dove piccole creature vengono impietosamente spiaccicate al suolo e ridotte in poltiglia dal piedone di un robot o momenti trash dove Kleyman ci intrattiene con rutti di inenarrabile durata, ma questo fa parte del tono scanzonato e comico che caratterizza il personaggio.
Il gioco non ha presentato alcun problema di funzionamento, l’unico neo, se tale si può definire, è un po’ di lentezza negli spostamenti. Trattandosi di un gioco che comporta molta ricerca, diventa stucchevole ripercorrere passo passo tante locazioni.

Sonoro – Ottimo sotto tutti gli aspetti. Il gioco non è parlato, si sentono versi e versacci, ma non parole comprensibili.
I rumori, sempre improntati ad un cartone comico, sono frequenti e umoristici.
La musica veramente bella, tra jazz e blues, cambia di continuo.

Enigmi – L’avventura si basa su enigmi di ricerca, bisogna cercare molto: oggetti, pulsanti, congegni vari da far funzionare, porte da aprire ecc…
Premendo un pulsante si attiva qualcosa in un posto lontano da lì e bisogna andare a verificare cosa abbiamo attivato e dove. Se si preme due volte un pulsante, ad esempio, il meccanismo viene prima attivato e poi disattivato.
Gli enigmi sono abbastanza logici pur nella loro demenzialità e comunque tutti divertenti ed originali, alcuni non mancano di umorismo e non di rado il gioco offre piccole sorprese, nel senso che si possono fare azioni per solo divertimento.
Una di queste avviene quando Kleyman mangia il frutto di un albero ed emette un ruttino. Mangiandone un secondo o un terzo, il ruttino diventa un acuto di Pavarotti nel “vincerò” della Turandot: interminabile.
Così come interminabile è il percorso che deve fare in una stanza per raggiungere la fine dove si trova un oggetto da prendere: circa 40 schermate.
A parte queste bizzarrie, gli enigmi da risolvere sono tutt’altro che facili.
Si può morire una sola volta quando, malgrado i cartelli di pericolo il giocatore decide di far tuffare Klayman in una fognatura, attenzione, perciò.
Il gioco alla fine chiede a Klayman di fare una scelta e a seconda della scelta che farà c’è un finale lieto o meno, perciò consiglio di salvare il gioco per vederli entrambi.

Interfaccia – Il gioco si governa interamente da mouse con frecce direzionali.
Per accedere al menu si preme il tasto esc e si trovano salvataggi infinite e varie opzioni di settaggio.

Conclusioni – Una chicca preziosa, forse unica nel campo delle avventure grafiche che consiglio di non perdere.

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