THE CRYSTAL SKULL

  • Genere: Storico
  • Editore: Maxis
  • Sviluppatore: Some Interactive
  • Rilascio: 1997
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 11 +
  • Durata: 12-14 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 98/ME/2000/XP – Pentium III 800 o equivalente – 64MB RAM – CD-ROM 16X – Scheda video 32MB compatibile Requisiti minimi richiesti – Windows 3.1/95 – 486 /DX2 / 66 – 8MB RAM – CDROM 2X – Scheda video SVGA – Scheda audio – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il gioco si svolge in america centrale, poco prima dell’arrivo degli spagnoli.
L’imperatore Montezuma II fa dei sogni premonitori sull’invasione di uomini barbuti che vengono dal mare. Nei suoi sogni appare anche il cacciatore di uccelli Quetzal, che vive vicino allo zoo, e l’imperatore lo manda a chiamare.
Il consigliere dell’imperatore Pelle di serpente, un traditore, ordina però alle sue guardie di uccidere Quetzal che quindi dovrà superare tutti gli ostacoli per raggiungere l’imperatore.
Quando Quetzal riesce ad arrivare al cospetto dell’imperatore, questi gli ordina di trovare un antico manufatto misterioso, il Cranio di cristallo.
Il gioco fornisce anche un’enciclopedia che spiega usi e costumi del popolo azteco.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è costituito da 3 CD che si cambiano con una certa frequenza.
La schermata del gioco, impostando lo schermo alla risoluzione minima di 640×480 a 256 colori, occupa i due terzi dello schermo e solo in questo modo si può avere una visibilità accettabile. Naturalmente più si alza la risoluzione, più la schermata di gioco si rimpicciolisce.
I luoghi da visitare sono numerosi, descritti in modo abbastanza accurato e colorato.
Attori veri si muovono su sfondi disegnati, creando spesso l’effetto “distacco” dal fondo su cui si muovono.
La recitazione è pessima così come del tutto improbabile è la fisiognomica degli attori scelti per impersonare persone azteche: rubicondi giovanotti e ragazze che hanno scritto in fronte: “Coca-Cola”… con movenze ed atteggiamenti di una moderna disinvoltura che fracassa completamente l’atmosfera del gioco. Forse gli sviluppatori hanno inteso tutto questo come umorismo, in realtà tra la cura della grafica d’ambiente e la recitazione anacronistica, il risultato è una discrasia smaccata che priva il gioco di ogni credibilità.
Sul funzionamento del gioco c’è da fare più di una riserva.
Spesso il cursore non si attiva sugli oggetti se non dopo aver fatto altre azioni senza scopo e questo fatto spiazza il giocatore perché deve sempre ritornare sui luoghi già visitati per vedere se finalmente è possibile interagire. Insomma, è un inutile appesantimento che non apporta alcunché di positivo ma che piuttosto si rivela assai irritante.
Ho constatato questa particolarità specialmente nell’ambito del mercato. Salvando il gioco e rifacendo esattamente le stesse azioni di prima, le conseguenze erano ogni volta differenti.
Ci sono poche animazioni vere e proprie, tutte molto brevi, rapide e di definizione assai mediocre.
La mappa che ad un certo punto è disponibile, permette l’accesso solo a poche locazioni e in questo modo non se ne capisce l’utilità, visto che si è comunque costretti a giorovagare per lunghi percorsi.

Sonoro – La musica cambia di tanto in tanto, alternando motivetti new age con melodie al flauto che dovrebbero ricordare la musicalità inca, più che quella azteca.
Il doppiaggio è trasandato e anonimo.
Da notare che ad un certo punto del gioco non si sentiva più niente, né musica né dialoghi.

Enigmi – Di enigmi veri e propri ce ne sono pochini e tutti molto semplici: uno slider facilitato, l’antidiluviano enigma della “capra e cavoli”, cioè del barcaiolo che deve trasportare all’altra riva un lupo (che mangia la capra) una capra (che mangia il cavolo), solo che qui sono diventati un ghepardo, un tacchino e la frutta.
La difficoltà maggiore del gioco sta nel reperire oggetti e usarli ma soprattutto nel trovare il modo di far diventare attive le icone girovagando e tentando a casaccio.
Si muore spesso e senza preavviso. Dopo la presentazione iniziale si deve scegliere tra l’opzione di “resuscitare” o no: voi cosa scegliereste? Opzione pletorica, direi, perché a nessuno piace ricaricare una partita e ripetere le stesse azioni.
Sempre all’inizio, si può anche scegliere se usufruire di suggerimenti.
Far morire tanto spesso pare davvero una sciocchezza inutile come inutili sono molte delle mosse che bisogna fare per proseguire nel gioco.

Interfaccia – Il gioco è un punta e clicca in terza persona con avanzamento per schermate; il cursore del mouse si trasforma in mano quando si può interagire, in occhio per guardare, in fumetto per parlare.
Nella parte inferiore della schermata l’inventario e le icone del menu.
I salvataggi per fortuna sono illimitati e vengono archiviati in formato “.txt”.

Conclusioni – Il gioco avrebbe potuto essere interessante se la giocabilità non fosse stata resa irritante da tante inutile complicazioni o inadeguatezze nello sviluppo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...