THE BOOK OF UNWRITTEN TALES

  • Genere: Fantasy
  • Editore: HMH Interactive
  • Sviluppatore: KING Art
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: 2D/3D P & C III persona
  • Lingua: Tedesco
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 25-30 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Requisiti minimi richiesti:
    CPU 1.5 GHz (racc. 2.4 GHz – 512 (racc. 1024) MB RAM – Scheda grafica 128 (racc. 256) MB compatibile DirectX 9 – Scheda audio compatibile DirectX 9 – Tastiera – Mouse

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Con questo gioco entriamo in un mondo fantasy, popolato da fate, gnomi, gremlins, maghi, orchi, elfi e umani.
Questo mondo è turbato da una lunga guerra in cui un popolo guerriero e bestiale, votato la male, vuole sottomettere tutti gli altri.
Un saggio gremlin di nome McGuffin, scopre un giorno in un libro, l’esistenza di un manufatto capace di dare la vittoria a chi lo possiede.
Venuto a conoscenza del fatto, il capo dell’esercito nemico invia il Grande Stregone insieme ad un troll gigantesco, a rapire McGuffin per impossessarsi del manufatto.
A questo punto facciamo la conoscenza degli eroi del gioco: Ivo (che contrariamente al nome è una fata), Wilbur, un astuto giovane gnomo, e Nate, il capitano del dirigibile che li porterà nella straordinaria avventura.
Si incontrano per caso e per caso diventano amici; da soli o insieme, agiranno per trovare il manufatto e sottrarlo al popolo guerriero salvando ancora una volta (nelle avventure grafiche) il mondo.

IL GIOCO

Grafica – Sorprendente, ricca e fantasiosa.
Il gioco fantasy si presta a favorire l’immaginazione a briglia sciolta, e c’è da dire che in questo caso la fantasia degli sviluppatori si è davvero sbizzarrita.
I personaggi principali sono caratterizzati in modo molto diverso tra loro. Non possiamo parlare di approfondimento dei caratteri, ma attraverso la grafica, i primi piani espressivi e i dialoghi, spesso non privi di umorismo, impariamo a conoscerli e ad apprezzarli per le loro caratteristiche.
Ivo, la fata, non assomiglia neanche un po’ alla fatina buona delle favole ma piuttosto ad un’emula di Lara Croft, agile, coraggiosa, decisa. Il piccolo Wilbur è un aspirante maghetto, emulo di Simon the sorcerer, furbo e capace di arrangiarsi per ottenere il risultato. Poi c’è Nate, il capitano del dirigibile, che conta sul suo vigore fisico e spesso sull’inganno per superare le prove che lo aspettano. In più c’è una strana creatura, strana quanto simpatica, nominata solo come “bestia”, che per un breve tratto vedremo agire da protagonista.
Contaminazioni, sottili riferimenti, allusioni a vecchie glorie dell’avventura, oltre i titoli già citati, riguardano anche anche Discworld, Monkey, e chi ne scopre altri me lo dica.
L’azione, in parte del gioco, potrà passare da un personaggio all’altro mentre in altri casi sarà solo uno di loro ad agire.
Molto netti anche gli altri personaggi, tanti e diversi, tutti originali, che hanno ruoli non marginali nel gioco ma riescono ad emergere con una loro propria personalità.
Gli sfondi 2D sono davvero tutti da guardare. Predominano i colori forti, con una sovrabbondanza di toni caldi come il rosso e il giallo, con un effetto a volte accecante ma di sicuro effetto.
Scene ricche di estro, offrono la visione di un mondo epico-favolistico stravagante, godibile, accuratissimo in tutti i particolari.
L’unico difetto che ho riscontrato nel motore del gioco è una certa lentezza, sia nel tempo di reazione del clic, sia nel movimento dei personaggi; infatti non è possibile sveltire il movimento con il classico doppio clic che di solito li fa correre, ma bisogna aspettare che percorrano tutta la schermata. Si può solo affrettare l’uscita dalla schermata con un doppio clic ai margini, ma anche questo non sempre è possibile.
Altra cosa che a mio avviso poteva essere realizzata in modo più idoneo è l’inventario: gli oggetti, collocati alla base dello schermo, si visualizzano con lo spostamento del mouse per lasciare libera l’intera schermata, ma si vedono su fondo trasparente confondendosi con il fondale disegnato e risultando spesso indecifrabili.
Vi sono frequenti ma brevi animazioni che fanno parte del contesto del gioco mentre sono assenti animazioni “regalate” per il solo gusto dell’occhio.

Sonoro – Il gioco è interamente doppiato e sottotitolato (in tedesco).
La musica di fondo è costituita da un motivo originale orecchiabile e gradevole, interrotta solo da effetti sonori di circostanza nei momenti topici, che segue l’andamento della storia, ne sottolinea le situazioni e aderisce perfettamente al contesto.
I dialoghi che si aprono a tendina sono piuttosto brevi e scompaiono una volta esauriti, il che è molto positivo per evitare la ripetitività.

Enigmi – Il gioco è davvero un’avventura vecchio stile che riporta ai tempi d’oro delle più classiche avventure grafiche.
Si basa interamente sul lavoro di ricerca e d’inventario. Non ci sono enigmi deduttivi né di genere enigmistico: si tratta soprattutto di raccogliere oggetti e di capire dove e come usarli, di compiere “missioni”, di scoprire nuovi percorsi.
Detto così può sembrare banale, ma la fantasia degli autori non si è risparmiata per complicare la vita al giocatore. Ecco, in realtà li definirei enigmi complicati, più che difficili, nel senso che per concludere una “missione” bisogna compiere una gran quantità di azioni secondarie che preludono al conseguimento dell’obbiettivo.
All’inizio del gioco si tratta di svolgere mansioni che non entrano nel cuore della storia ma servono solo da preludio per l’incontro dei tre protagonisti, poi le cose si complicano specie quando i tre amici si trovano ad agire in concomitanza.
Gli enigmi sono comunque intuitivi e logici, per cui è improbabile restare bloccati.
Ci sono delle accortezze di cui tenere conto: prima di fare qualcosa su un oggetto bisogna sempre osservarlo anche due volte e parlare senza risparmio con i vari personaggi che si incontrano.
Il gioco non è lineare, le azioni si possono fare in tempi diversi e le locazioni sono sempre accessibili, cosa che complica la ricerca; tuttavia il buono è che con la barra spazio si possono evidenziare tutti gli hotspot della scena e per giunta gli oggetti già esaminati, quando non servono, non vengono più segnalati. Se non si riesce a prendere un oggetto segnalato, significa che dovrà essere usato da un altro personaggio.
Dopo un certo avanzamento, ci si può servire della mappa per gli spostamenti, quindi il gioco non ha tempi morti né prolungamenti artificiosi ma è tutto da giocare e c’è da dire che ha una durata notevole.
Vi sono un paio di enigmi la cui soluzione è abbastanza complicata e richiedono pazienza e attenzione, in particolare l’enigma del calderone in cui bisogna preparare una pozione non solo usando gli ingredienti giusti ma anche girando la miscela in determinati modi ed è facilissimo sbagliare. Comunque va detto che non si muore mai e in caso di errore si può sempre riprovare.
Inoltre c’è un minigioco (passi di danza) che francamente poteva essere evitato.
Nel complesso gli enigmi divertono e riescono a coinvolgere, non difficili ma complessi abbastanza per essere definiti impegnativi.

Interfaccia – L’interfaccia è molto pratica.
Il gioco si gestisce interamente da mouse. Con il tasto sinistro si agisce, con il destro si osserva.
Con la barra spazio si evidenziano gli hotspot e l’inventario si visualizza spostando il mouse sulla parte bassa dello schermo.
Gli oggetti d’inventario sono poco visibili.
Il menu si presenta con il tasto “Esc” e i salvataggi sono illimitati.

Conclusioni – Un bel gioco, curato e di ottimo livello in tutti gli aspetti; un’avventura classica di lunga durata, con una grafica veramente notevole, enigmi divertenti e una storia complessa e ricca di colpi di scena. Sconsigliato agli amanti degli enigmi alla Rhem.
Da tempo non si vedeva un gioco così.

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