THE BLACKWELL CONVERGENCE

  • Genere: Mystery Paranormale
  • Editore: Wadjet Eye Games
  • Sviluppatore: Wadjet Eye Games
  • Sito gioco: Sito
  • Acquisto gioco       Sito
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 4 – 5 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
CPU: 600 Mhz – OS: Windows XP/Vista – RAM 128 MB

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

In questo terzo episodio della serie ritroviamo Rose e Joey, il suo spirito guida, ancora insieme per indagare su strani fatti dell’aldilà. Per giocare a questo episodio, anche se ci sono riferimenti narrativi ai precedenti, non è necessario averli giocati.
Avvengono strani suicidi che vanno a vantaggio di una società immobiliare che specula sugli appartamenti vuoti. In uno di questi appartamenti, Rose e Joey trovano il fantasma dell’uomo che lo occupava, suicidatosi, e che ancora non sa di essere morto. Saranno i due a convincerlo e a condurlo nel mondo degli spiriti.
Da qui parte un’indagine che porterà i due a scoprire cosa si nasconde dietro questi eventi, in un via-vai tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.
Si incontreranno vari personaggi, dell’uno e dell’altro mondo, ciascuno con una sua storia da raccontare. La storia è un po’ troppo intricata per la brevità del gioco che non riesce a spiegare pienamente tutte le situazioni.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è immutata: tecnica “old style”, texture ricca di pixel, personaggi poco definiti.
Gli sfondi sono del tutto suggestivi rispetto all’atmosfera mystery, dettagliati quanto basta ma non certo con la definizione cui siamo ormai abituati.
Le locazioni sono poche, ma bisogna considerare che il gioco dura 4-5 ore, quindi è molto breve.
I personaggi sono ben caratterizzati, possiamo vederli in primo piano durante i dialoghi.

Sonoro – Bei motivi d’accompagnamento di musica nota. Buono il doppiaggio; il gioco è ricco di dialoghi che mettono in risalto i punti di vista molto diversi di Rose e Joey.
Rumori d’ambiente assenti.

Enigmi – Non è un gioco appetibile per chi ama gli enigmi. Si procede per dialoghi, parlando con i vari personaggi e cercando di non farsi sfuggire i sotto-dialoghi annidati nei vari argomenti.
Gli enigmi esistenti sono piuttosto insidiosi, nel senso che non è facile dedurli dagli indizi. A volte si tratta di inserire delle parole-chiave nel computer, a volte di avere comportamenti insoliti (vedi l’interruzione della wirless) o di intervenire rapidamente su qualcuno.
Insomma, il gioco è si, facile, ma non ovvio, bisogna riflettere per fare le mosse successive perché è facile bloccarsi.
L’azione può passare da Rose a Joey premendo un tasto nella barra inventario.
Di solito Joey è delegato a fare azioni che Rose non può fare, del tipo passare attraverso porte chiuse o “trattare” con altri fantasmi diffidenti.

Interfaccia – Elementare. Il gioco si gestisce completamente da mouse: con il tasto sinistro si agisce, con il destro si osserva.
Spostando il cursore in alto si apre la barra inventario a scomparsa.
Qui si può trovare il bloc notes con i vari argomenti, gli oggetti d’inventario, i pulsanti per scambiare l’azione tra Rose e Joey, il menu generale.

Conclusioni – Il gioco ha un suo valore soprattutto per la sua singolarità narrativa e grafica.
Una storia davvero insolita e ricca, seppur breve, una grafica vecchio stile piena d’atmosfera. Purtroppo c’è una notevole penuria di enigmi.

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