THE BLACK MIRROR 2

  • Genere: Mystery
  • Editore: Mamba games
  • Sviluppatore: Cramberry Productions/DTP
  • Rilascio: 2010
  • Tipo: 2D/3D punta e clicca in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Difficoltà: Media
  • Età consigliata: 16+
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows XP o Vista – CPU 1400 MHz – 512 MB RAM, (XP), 1.024 MB RAM, (Vista), / 1.536 MB RAM (Vista x64) – Scheda grafica con Shader Model 2 compatibile DirectX9 128 MB Ram – Scheda audio compatibile DirectX9 – 6 GB su HD- DVD – Mouse – Tastiera.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Lungamente atteso da quanti si erano appassionati al primo episodio, ecco finalmente The Balck Mirror 2.
Anche se lungo il percorso troviamo diversi riferimenti alla storia del precedente e tutta la seconda parte si svolgerà nel già noto villaggio di Willow Creek, non si può dire che vi sia una vera continuità narrativa tra i due episodi.
Lo studente di Fisica Darren Michael passa le sue vacanze nella cittadina dove vive sua madre a Biddeford nel Maine.
Siamo nel 1993, dodici anni dopo gi avvenimenti di Black Mirror, e per arrotondare le entrate ed assistere la mamma malata, Darren lavora presso un fotografo, Fuller, un datore di lavoro non certo cordiale.
Un giorno, davanti al negozio, incontra Angelina, una bella ragazza, e ne resta colpito. Cerca di rivederla e si accorge che la ragazza è pedinata da un losco figuro.
Il suo animo cavalleresco lo spinge a vederci più chiaro e ad indagare sulla faccenda; la qual faccenda si complica ulteriormente quando Fuller viene trovato assassinato e la ragazza è accusata del delitto e poi scagionata. Seguendo le tracce di Angelina, Darren, la cui madre nel frattempo è spirata, raggiunge l’Inghilterra e in particolare il villaggio di Willow Creek dove ritroviamo il famoso castello della maledizione dei Gordon con i personaggi del primo episodio.
Tra visioni e realtà, Darren vivrà ancora una tragedia che lo condurrà sull’orlo della follia, ma il gioco lascia ancora una volta il finale in sospeso, come a dire: volete sapere tutto? Aspettate per qualche anno il terzo episodio…

IL GIOCO

Quando esce un gioco come questo, è una festa per tutti gli appassionato delle A.G.
L’edizione italiana dovrebbe essere curata da Adventure Productions e distribuita dalla Blue Laber Enter. con sottotitoli in Italiano. La data di uscita è prevista entro il mese di Maggio.

Grafica – La grafica del primo episodio ci aveva già affascinati per l’atmosfera e la bellezza degli sfondi. Sono passati alcuni anni e gli sviluppatori, resistendo all’idea di realizzare un gioco interamente 3D, hanno mantenuto quella che a mio avviso è la grafica più adatta per i giochi d’avventura, cioè sfondi 2D con personaggi 3D, comunemente chiamata, grafica 2,5D.
Migliorata, senza dubbio, pur mantenendo lo stesso stile. In tutta la prima parte vediamo la cittadina di Biddeford, una località costiera con i suoi edifici un po’ antichi un po’ moderni, tutti minuziosamente dettagliati con scene dinamiche che animano gli sfondi. Paesaggi in campo lungo, la piazza con il municipio, l’ospedale, il porto, i negozi, tutto descritto nei dettagli e in modo realistico.
Ritroviamo il villaggio di Willow Creek inquadrato più da vicino, gli stessi edifici più grandi quindi meglio visibili nei particolari, pur se l’architettura rimane la medesima.
Black Mirror è in decadenza, suggerisce quasi uno stato di abbandono, di malinconia.
I personaggi che vi si muovono appaiono come icone appartenenti ad un’epoca passata, nel più rigido stile “english life”.
I personaggi, dal punto di vista grafico, sono migliorati ma non si può dire che siano perfetti. Si muovono ancora rigidamente, con il tipico scattino di aggiustamento iniziale, ma dal punto di vista della caratterizzazione, è stato fatto un buon lavoro grazie anche ad una sceneggiatura accurata che descrive ampiamente fatti e attitudini delle persone.
Darren è un giovane sveglio e di buoni sentimenti, anche se un poco ingenuo; gli abitanti di Biddeford sono diffidenti verso il forestiero che si impiccia di tante cose che non lo riguardano, mentre negli abitanti di Black Mirror, troviamo il classico cortese distacco molto british.
Le animazioni sono fluide ma non nitidissime; diciamo che si è visto di meglio anche se c’è da rilevare che hanno un buon impatto emotivo sul giocatore per la loro drammaticità.

Sonoro – La musica entra in campo solo in determinate scene ed è veramente buona, evocativa al punto giusto, discreta ma presente quando serve.
Tutto il gioco è costellato da rumori d’ambiente: anche i più insignificanti rumori sono riportati in base quello che succede nella scena e questo offre un plus realistico all’insieme e al coinvolgimento del giocatore. I dialoghi sono molti, a volte piuttosto lunghi e non sempre scompaiono una volta esauriti. Da notare una cosa che ho trovato fastidiosa: ogni volta che Darren guarda un oggetto, anche non significativo, ci fa sopra una dissertazione che a volte infastidisce.

Enigmi – Black Mirror 2 è un gioco lungo, complesso ma non troppo difficile.
Il gioco fornisce due aiuti: si possono evidenziare tutti gli hotspot della scena e il cursore diventa rosso dove si può interagire.
Vista la quantità di locazioni da visitare, direi che questo è un valido aiuto.
Non tutti gli hotspots sono utili per la soluzione, ma è bene guardare tutto perché a volte se non si osservano prima gli oggetti, poi non vi si può interagire.
A volte l’hotspot non scompare subito e bisogna riguardarlo più di una volta e gli stessi hotspots cambiano di funzione in momenti diversi del gioco nel senso che un oggetto che prima si può solo guardare, in un secondo tempo si può anche usare.
Per far interagire Darren con un oggetto, bisogna portarlo vicino ad esso altrimenti non funziona.
Ci sono parecchi enigmi da risolvere, come ripeto, alcuni di essi non sono semplici e di immediata comprensione, bisogna pensarci, ma per quanto riguarda il procedere del gioco, le azioni da fare sono intuibili; gli oggetti per risolvere un enigma si trovano spesso nello stesso luogo o nelle vicinanze perciò non c’è bisogno di dedicarsi ad una ricerca estenuante.
L’enigma che ho trovato più irritante (non difficile ma irritante) è stato quello dell’identikit dove si ha a disposizione un disegno che trae un po’ in inganno.
Il più complicato credo sia l’enigma che precede il finale; Darren può morire in più occasioni ma c’è di bello che risorge con il salvataggio automatico.
Non manca qualche azione a tempo, ma nulla di spasmodico.
Darren si sposta da una locazione all’altra attraverso una mappa, non può correre ma può affrettare l’uscita da un quadro cliccando ai suoi margini.
Il gioco dunque procede con una buona agilità e non richiede noiosi percorsi perditempo, questo va tutto a suo merito.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse.
La freccia diventa rossa sui punti attivi e una piccola icona indica l’azione che si può fare.
In basso l’inventario, in alto a dx il meu con salvataggi illimitati, il diario e il pulsante degli hotspots vche si possono attivare anche con la barra spazio.

Conclusioni – Finalmente un’avventura come non se ne vedevano da tempo. Una storia intrigante, una grafica di prim’ordine, enigmi dosati al punto giusto e un divertimento con brividi assicurato.
Da non perdere.

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