SYBERIA II

  • Genere: Avventura fantasy
  • Editore: Microïds
  • Sviluppatore: Microïds
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 98/Me/2000/XP – Pentium II 350 MHz – Scheda video 16 MB – Direct3D (DirectX 8.1) – 64 MB RAM – 400 MB liberi su HD – CD-ROM 16X -Scheda audio compatibile DirectX 7

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Katie Walker, avvocatessa in carriera di New York, era stata inviata dal suo capo in uno sperduto paesino francese, Valadilène, per acquistare una fabbrica di giocattoli robot. Da qui partiva il primo episodio e si concludeva con Katie che, seguendo un irrefrenabile impulso, saltava sul treno del vecchio Hans Voralberg tagliando i ponti con il suo passato, per inseguire il folle sogno di un vecchio pazzoide in cerca della terra dei mammuth.
Ora Katie ed Hans sono in viaggio attraverso le abbaglianti distese innevate della Siberia, verso una meta ignota, e Katie dovrà impegnarsi a fondo per mantenere la promessa di condurre il suo vecchio amico nella terra dei mammuth realizzando così il sogno impossibile di un bambino dai capelli bianchi. Katie incrocerà molti personaggi, alcuni negativi, altri positivi e con questi ultimi riuscirà sempre a stabilire un rapporto umano di grande cordialità ed amicizia.
Si può dire che sia proprio l’amicizia il tema di fondo di questo gioco. Colpisce la tenacia con cui la protagonista persegue l’obiettivo di far realizzare al suo amico Hans Voralberg il sogno di tutta una vita. Per questo lei abbandona la vita glamour di New York, il fidanzato, i parenti, rinuncia ad un futuro di successo e di agi. Lei ama questo vecchio fanciullo pieno di poesia, dall’animo incantato, capace di creare giocattoli meravigliosi in un mondo che non sa più giocare. Lo ama al punto da affrontare qualunque difficoltà per mantenere fede alla promessa fattagli.
Durante il gioco, anche noi trepidiamo per arrivare alla meta, a questa favolosa, misteriosa terra della cui esistenza solo Hans è intimamente certo, ma che Katie Walker non dubita di trovare perché ha fede nel suo amico.
Un cenno particolare tra i personaggi, lo merita sicuramente il vecchio Oscar, l’automa macchinista. Il pavido Oscar, sempre pronto a scansare fatiche e pericoli che non gli competono con la scusa che non è stato programmato che per guidare il treno; alla fine proprio lui ci riserverà una sorpresa inaspettata quanto commovente dimostrandoci che anche nel suo petto di robot batte un cuore. Se dobbiamo essere sinceri, in questo gioco vi sono personaggi meno rilevanti dal punto di vista caratteriale, rispetto al primo episodio: pensiamo alla figura di Helena, l’anziana cantante che Katie incontrava in Syberia, splendida icona di un mondo ormai scomparso.
In Syberia II non incontriamo personaggi di pari spessore ma sono comunque sempre figure credibili e molto ben delineate nei loro contorni caratteriali.
La storia stessa è meno avvincente del primo episodio e appare più come la sua logica conclusione che come un capitolo a sé stante.
Infine Katie Walker riuscirà nella sua difficile impresa e possiamo affermare che la scena finale vale tutto il gioco: il saluto di Katie al suo vecchio amico che va verso l’ignoto in una scenografia di grandiosa solennità, non può non toccare emotivamente noi, che abbiamo accompagnato la nostra eroina nel corso di tutta la storia. Lasciamo ai giocatori il piacere della scoperta e il giudizio su questo finale ma non possiamo esimerci dal ritenere che questo gioco è interamente godibile solo se si è giocato con Syberia I.

IL GIOCO

Si è fatto attendere 2 anni, il seguito di Syberia, ma la Microids ci ha regalato un piccolo, prezioso gioiello da conservare gelosamente in ludoteca. Un gioco a tutto tondo, un capolavoro nel suo genere,che smentisce la convinzione secondo la quale il sequel di un gioco è spesso inferiore a quello che l’ha generato.

Grafica – Per la grafica viene in mente solo un aggettivo: stupenda.
Tanto stupenda e spettacolare che distrae persino dal gioco. Facile rendere spettacolare un tramonto o una giungla selvaggia, ma un paesaggio siberiano, bianco, bianco, bianco, come inventarselo? I grafici sono stati superlativi. La definizione è così alta che si possono contare i ramoscelli di un albero, tutto è nitidissimo, dettagliato, armonioso e fantastico insieme.
Immaginate un villaggio eschimese concepito come un immenso igloo, dove dominano scheletri e le zanne di mammuth, dove tutto è di legno, cuoio, corda, avorio e osso, dove ogni inquadratura è un’armonia fantastica dominata dal biancore del ghiaccio e si può visitare tutto, in largo e in lungo, anche dove non serve agire; dove le luci artificiali delle torce spiccano giallo su bianco creando suggestioni strane perché le luci sono più scure dell’insieme che illuminano…
Le inquadrature sono sempre panoramiche e danno l’idea dell’insieme appagando una volta tanto la curiosità del giocatore, di “vedere oltre” che invece tanti giochi lasciano avaramente insoddisfatta. I filmati sono pochi, in verità, ma di gran pregio e si consiglia a questo proposito di usare un pc superiore a quello minimo consigliato per goderli interamente.
A questo proposito esprimo una certa perlessità per una scelta che personalmente ritengo poco azzeccata. Il gioco è periodicamente interrotto da telefonate del capo di Katie che ha sguinzagliato un investigatore sulle sue tracce. Queste interruzioni, costituite da filmati in forma di silhouette nere controluce, mi sono sembrate inutili, un surplus che non ha aggiunto nulla né alla storia né al pathos del gioco.
Ottima invece l’idea del viaggio nel passato con immagini color seppia che rendono molto bene l’angoscia di una Valadilène da incubo freddo, luogo di un possibile non-ritorno, che evoca il senso della morte.
L’avanzamento punta e clicca, avviene guidando Katie nei percorsi indicati dalle frecce direzionali con cursore che si illumina dove c’è una via di passaggio.
Cliccando due volte sul percorso, Katie corre e questa è cosa utile perché la povera ragazza deve camminare davvero tanto (non per nulla si chiama “walker”).

Sonoro – Alla riuscita del gioco contribuisce, e non poco, anche il doppiaggio in italiano.
Dobbiamo dire che fino ad oggi abbiamo trovato sempre eccellenti doppiaggi in italiano e Syberia II non fa eccezione: voci, recitazione, sfumature, espressività, tutto ad alti livelli professionali. I rumori sono curati nel dettaglio: persino il fruscio dei passi sulla neve, le più piccola azioni sullo schermo, sono eseguite con rumori realistici, mai esagerati. La musica è all’altezza: musica orchestrale che sottolinea magnificamente i momenti clou ma anche musica russa popolare (la famosa “Occhi neri” che non oso scrivere nella pronuncia russa) famosa in tutto il mondo, che fa da sottofondo nella città di Romanbourg.

Enigmi – Gli enigmi questa volta sono più numerosi e più complessi del gioco precedente. Non difficilissimi ma certo richiedono tempo per essere capiti e risolti.
Per risolverne alcuni si possono trovare indicazioni su libri o documenti, per altri bisogna arrangiarsi e fare prove su prove fino ad arrivare alla soluzione anche perché non hanno una logica ben precisa ma si affinano all’iniziativa del giocatore. In certi casi, come ad esempio l’enigma del cuore, si deve fare riferimento ad elementi conosciuti ed utilizzati in altri puzzle e basta pensarci per risolvere il problema.
In certi casi, trovare gli indizi è stato problematico semplicemente perché non si vedevano. Con l’aiuto del cursore che si attivo, percorrendo lo schermo pixel per pixel, alla fine si trova ciò che serve, ma che fatica!
Non difficilissimi dunque, non astrusi o cervellotici, (almeno non tutti) ma è facile bloccarsi in certi punti sebbene, armandosi di pazienza e di calma si riesce infine a risolverli.

Interfaccia – L’interfaccia è simile al gioco precedente, si fa tutto con i tasti del mouse: con il sinistro si comanda il gioco, con il destro si apre il pannello di scelte per il menu e l’inventario..

Conclusioni – In conclusione ribadiamo il concetto espresso nella presentazione. Un piccolo capolavoro, un gioiello di grafica, di sceneggiatura, di poesia, di tecnica.
E, cosa che non guasta, un gioco che propone ai giovani (ma anche ai non più giovani) un ritorno ai valori più veri della vita quali l’amicizia, la solidarietà, la ricerca di una verità interiore e quindi di se stessi mettendosi in gioco di persona.
L’unico rimpianto, nel concludere questo gioco, è consistito nel pensiero che Katie Walker è arrivata al capolinea, che non ci sarà un “Syberia III”. O si…..?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...